Le reliquie di San Pacifico a Casoria

pacifico

Come è arrivato nella chiesa di San Mauro il corpo di questo santo dei primi secoli? >>> Il possesso di reliquie sacre sono cosa comune per una chiesa, ma è abbastanza raro possedere l’intero corpo di un santo, come quello di San Pacifico martire, conservato a Casoria presso la chiesa di San Mauro abate. Dopo l’ultimo restauro, nel 1999 le ossa racchiuse in una teca di vetro sono state collocate nella cappella di fronte all’organo; si trovano sotto l’altare, accanto ad una statua del santo, che lo ritrae come un giovanetto disteso con il collo tagliato.

Chi era Pacifico? Di lui si hanno scarsissime notizie, poiché è ritenuto un martire dei primi secoli. Anzi, in realtà nel martirologio romano non compare proprio alcun Pacifico, se non alcuni martiri chiamati Ireneo (che in greco vuol dire appunto “pacifico”), di cui uno che sarebbe stato sepolto nel cimitero di San Lorenzo fuori Roma.

Come è arrivato, allora, molti secoli dopo, questo santo a Casoria? Le prime notizie sui suoi resti compaiono abbastanza tardi, quasi a metà del Settecento, e come spesso accade con le reliquie di santi si trovano sparse nei luoghi più disparati (dalla Calabria a Malta, dal Novarese a Parma), alimentando contraddizioni e non pochi dubbi sulla loro reale autenticità.

A Napoli non si trovavano notizie di San Pacifico almeno fino al 1602, quando Cesare d’Engenio Caracciolo stampò la sua bella guida alla Napoli Sacra, prestando particolare attenzione anche a tutte le reliquie conservate nelle chiese napoletane.

Per chiarire quale sia la provenienza del corpo conservato a San Mauro, bisogna sfogliare una cronaca del 1791. Nella sua Istoria del Regno di Napoli, infatti, Alessio De Sariis riporta che proprio nell’aprile di quell’anno il Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone e la regina Maria Carolina, che erano di ritorno da Vienna, si fermarono a Roma, dove incontrarono Papa Pio VI. Per ringraziarli della visita, il 21 aprile 1791 il pontefice inviò dei doni ai due sovrani. Tra i doni di Pio VI troviamo due casse di velluto guarnite d’oro: «in una il corpo di S. Pacifico martire, e nell’altra il corpo di S. Cristina martire».

Non sappiamo di preciso cosa fu di queste due reliquie, ma possiamo avanzare un’ipotesi più che verosimile, che spiega la presenza a Casoria di S. Pacifico. Una volta giunti a Napoli, i resti sacri furono certamente accolti dalla chiesa di corte, che era San Luigi a Palazzo. Qui, però, poterono rimanere solo per poco tempo. Nel 1815, infatti, la chiesa fu demolita per far spazio alla nuova imponente basilica di San Francesco di Paola, e sappiamo che re Ferdinando donò ad altre chiese una serie di oggetti, arredi sacri e persino materiali di spoglio provenienti dalla vecchio edificio. Undici altari rinascimentali di marmo finirono così nella chiesa di San Biagio di Cardito. Fu quasi certamente in questa occasione, che il corpo di San Pacifico martire dovette arrivare a Casoria, nella chiesa di San Mauro, come dono di Ferdinando IV.

 da «Il Giornale di Casoria» del 2 ottobre 2011 

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