Due casoriani nei moti del 1821

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Angelo e Tommaso Vergara, i due militari che si unirono alla rivolta di Avellino >>> Sulla scia dei moti spagnoli, nel 1820 anche nel Regno delle Due Sicilie prese forma una cospirazione carbonara che mirava ad ottenere la Costituzione. La prima rivolta, con l’appoggio fondamentale dell’esercito, avvenne il 2 luglio 1820 tra Monteforte e Avellino. I moti continuarono fino al marzo del 1821, quando i rivoluzionari furono sconfitti e finirono sotto processo. Tra gli imputati per i fatti di Monteforte e Avellino troviamo due fratelli di Casoria, Angelo e Tommaso Vergara, rispettivamente di 33 e 29 anni, entrambi sergenti-maggiore del reggimento primo Dragoni Ferdinando. I Vergara erano accusati di «unione co’ ribelli, e di cooperazione al cambiamento del Governo, facilitando, e favorendo, le intraprese di Morelli, e Silvati, ed altri rivoltosi». Con sentenza della Gran Corte del 10 settembre 1822, furono condannati a 25 anni di “ferri”, ovvero di carcere; ma la pena, per grazia di Ferdinando I dello stesso giorno, fu ridotta a 18 anni.

Bibliografia: vedi la *Decisione della Gran Corte, specialmente delegata da S.M. (D.G.): Nella causa contro i rivoltosi di Monteforte ed Avellino per la ribellione in detti luoghi scoppiata nel 2 di luglio 1820, Napoli, Stamperia della Società Filomatica, 1822, pp. 6-9, 113, 119.

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