Appunti sulla Casoria fascista

traversi

Casoria e il regime: le storie dimenticate del ventennio >>> Il fascismo a Casoria irruppe con gli squadristi che ne 1921 entrarono al Mulino Amato per far annullare dei licenziamenti; ma esplose veramente con i brogli del 1924, che cancellarono quasi tutti i partiti. Nel 1927, con l’ingresso del primo Podestà al Comune fu abolito il governo cittadino; ma la vera figura centrale del fascismo casoriano fu forse quella di Giuseppe Traversi (nella foto).

I brogli del ’24. Le elezioni politiche del 1924, che portarono alla vittoria del Partito fascista col 60 per cento dei voti, furono truccate (la denuncia di brogli costerà la vita a Giacomo Matteotti), e uno dei casi più eclatanti fu proprio quello di Casoria. Il 3 aprile, infatti, la Commissione elettorale che doveva procedere alla costituzione dei seggi a Casoria fu assalita da un gruppo di fascisti che la misero a ferro e fuoco, ferendo il cav. Nicola Iavarone e prendendo a botte altre due persone. Le manovre per truccare i risultati di Casoria, inoltre, furono annunciate il pomeriggio prima delle elezioni dal giornale Il Mondo di Giovanni Amendola, e poi ripresi anche dalla Stampa di Torino. Con il consenso del governo e del prefetto, a Casoria si era infatti raggiunto un accordo fra i vari partiti: si sarebbero fatti figurare come votanti l’80 per cento degli iscritti, ripartendo così i voti: 1700 ai fascisti, 350 ai Popolari e 450 ai Pezzulliani (che invece a Fratta avrebbero vinto con i due terzi dei voti). Il piano mirava a sopprimere alcune centinaia di voti socialisti e di altri oppositori, ai quali fu ovviamente impedito di andare a votare; e a portare in parlamento il frattese Angelo Pezzullo, in odore di camorra fin dalle elezioni del 1913. I risultati di Casoria arrivarono in ritardo di qualche giorno perché ci fu bisogno di ulteriori “manovre” in prefettura per favorire i Pezzulliani – nel collegio che per loro era decisivo – che alla fine riuscirono a piazzare il loro candidato.

L’arrivo del Podestà. Per effetto delle “leggi fascistissime”, dal 21 aprile del 1927 anche a Casoria l’amministrazione fu sostituita dal podestà di nomina governativa. L’Alto Commissario per la Provincia di Napoli inviò come podestà a Casoria Giuseppe Cassola, di cui sappiamo ben poco, se non che era un generale di brigata nominato qualche anno prima Ufficiale dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. Ma la figura centrale del fascismo casoriano fu Giuseppe Traversi, commissario prefettizio e poi podestà agli inizi degli anni Trenta.

Giuseppe Traversi. Originario di Cerignola, Giuseppe Traversi aveva «vissuto, studiato, amato sotto il bel cielo di Napoli», dove si era laureato giovanissimo in ingegneria. Nel 1897 aveva però deciso di partire volontario nel “gruppo napoletano” del “battaglione garibaldino” organizzato da Ricciotti – il figlio di Garibaldi – per liberare la Grecia dai Turchi. Aveva così intrapreso la carriera militare, e nel 1902 era stato promosso Tenente di artiglieria. Prese parte alla guerra Italo-Turca del 1911-12; ed era Maggiore ai primi del 1917, quando fu nominato Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia «in considerazione di lunghi e buoni servizi».

La carriera politica. L’8 giugno del 1927 Traversi fu inviato come Podestà a Boscoreale, ma ci restò per meno di un anno, perché il suo compito era quello di fondere il piccolo comune e quello di Boscotrecase con Torre Annunziata, così come avvenne alla fine di maggio del ’28. Messo tra i “riservisti” dell’esercito (aveva ormai oltre trent’anni di servizio) col grado di Tenente Colonnello, nel 1932 fu insignito del titolo di Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro. Nell’estate dello stesso anno, già lo troviamo a Casoria come Commissario prefettizio. Ad agosto pubblicò un bando per i lavori di sistemazione “con cilindratura meccanica” di alcune “strade comunali a brecciame” (via Giovanni Rocco e Vittorio Emanuele a Casoria, e Via Elena a Casavatore); e ripubblicò il bando (il primo era andato deserto) per l’affitto dei territori di Ponticelli di proprietà del Comune di Casoria: il “fondo paludoso” Purchiano, che misurava 102 moggia. A settembre dello stesso anno, era in posa nella piazza parata a festa per la terza “Sagra dell’uva” (nella foto). L’anno seguente intervenne – stavolta come Podestà, e non più come commissario – alla chiusura dell’anno della “Pia Casa Arcivescovile dei Sordomuti” di Napoli insieme al Cardinale Alessio Ascalesi, tenendo «un elevato discorso», in cui «inneggiò alle benemerenze dell’Opera, ai suoi benefattori e allo zelo con cui i Salesiani del B. Don Bosco e le Stimmatine si danno a questa alta opera di apostolato, che mira a riunire a Dio, alla società ed alla Patria, uomini che sarebbero condannati altrimenti all’isolamento».

Il rapporto con Casoria e con Castaldo. A giugno del 1934 il colonnello Giuseppe Traversi presiedeva il Comitato cittadino per i festeggiamenti in onore di Alfonso Castaldo, che era stato appena nominato vescovo di Pozzuoli. Proprio dalla lettera indirizzata al Castaldo in quella occasione – retorica solo perché ufficiale, ma di grande passione e di straordinario coinvolgimento emotivo – è possibile cogliere lo spessore culturale di Traversi, e il rapporto di grande affetto che aveva creato con la comunità casoriana e con le sue tradizioni, a partire da San Mauro; ed anche con lo stesso Castaldo, di cui aveva «penetrato con fraterno senso di amore il segreto del cuore».

La particolarità del fascismo napoletano. Periodo poco indagato, quello napoletano è considerato – dagli storici e dagli stessi che lo hanno vissuto – una sorta di “fascismo all’acqua di rose”. Napoli è sempre stata una città accomodante, abituata agli invasori e ai militari, e in pratica si adeguò anche quando arrivarono i fascisti al potere. Certo, anche questo fu un errore e una colpa, in quel ventennio che portò l’Italia alla tragedia di una guerra accanto alla follia criminale nazista; ma simili considerazioni ci porterebbero troppo lontano: sarebbe più interessante capire come si inquadrava il fascismo casoriano rispetto a quello napoletano. Sappiamo che i giovani casoriani erano abbastanza riluttanti alle esercitazioni militari; tanto che per incoraggiarli, al principio degli anni Trenta – all’epoca di Traversi – molti “avanguardisti” furono coinvolti in una banda musicale; l’esperimento funzionò, nacque una vera e propria orchestra di ottoni e di fiati, con un ottimo repertorio di musica classica e operistica (oltre che napoletana); e nel giro di pochi anni, i più bravi passarono negli ambienti musicali napoletani.

Bibliografia. Dei brogli di Casoria si parla negli articoli de «La Stampa» *Violenze contro una commissione elettorale per la costituzione dei seggi, 3 Aprile 1924; *La giornata delle urne: Casi elettorali, 6 Aprile 1924; *Episodi e incidenti della giornata elettorale, 8 Aprile 1924. Su G. Cassola vedi la documentazione in *Istituto Campano per la Storia della Resistenza Vera Lombardi, Fondo Guido Savarese, Busta 11, Fasc. 35; e *Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 86 del 13 aprile 1925, p. 1342. Su G. Traversi vedi invece A. Marino – T. Zarrillo, Domenico Santoro: Il garibaldino, il politico, il letterato, Napoli, Guida, 2003, p. 80; *Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, n. 143 del 20 giugno 1902, p. 2705; Id., n. 224 del 22 settembre 1920, p. 2905; Id., n. 199 del 29 agosto 1932, pp. 3642-43; A. Casale – A. Bianco, Cronologia storica di Boscoreale e Boscotrecase, Boscotrecase, Ed. Gazzettino Vesuviano, 1979, pp. 18-19; *Napoli-Tarsia: Il Cardinale Ascalesi alla premiazione dei sordomuti, «Bollettino Salesiano», LVII (1933), N. 9 del 1 settembre 1933; e *Per la solenne consacrazione di S. E. mons. Alfonso Castaldo Vescovo di Pozzuoli nella chiesa prepositurale di S. Mauro abate in Casoria, Napoli, Tip. Sangermano, 1934, pp. 1-2.

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