La crisi politico-amministrativa e lo scioglimento del Comune nel 1905

ferone

A partire dai primi del Novecento, Casoria visse un lungo periodo crisi politica e amministrativa. Le elezioni del 1904, che videro affrontarsi per il Parlamento i due cugini Marco Rocco, decretarono infatti anche la sconfitta dei casoriani al cospetto dei potentati della vicina Frattamaggiore, a cui era legato il nuovo deputato.

Cosa era accaduto? Innanzitutto, sull’ex deputato Marco Rocco pesava ormai una certa stanchezza, se si pensa che era in parlamento ininterrottamente da ben ventidue anni; durante i quali era anche stato per due mandati sindaco di Casoria. Ai primi del Novecento, inoltre, l’abolizione della “cinta daziaria” – cioè della tassa applicata alle merci che attraversavano il territorio comunale – avrebbe dovuto rilanciare il commercio locale: cosa che non avvenne, e anzi sottrasse una delle principali entrate al bilancio comunale.

Nel 1905 era sindaco Domenico Ferone (nella foto), marito di Mariangela Rocco, figlia di quel Pietro Rocco (scomparso nel 1898) che era stato parlamentare negli anni ’80 dell’Ottocento. Il nuovo deputato, Marco Rocco “di Giovanni” era proprio il fratello di Pietro, e dunque lo zio di Mariangela. Ferone era appena stato nominato Cavaliere, e avrebbe avuto una lunga carriera di amministratore locale; ma la sua prima esperienza di sindaco fu sfortunata, perché a novembre del 1905 il Consiglio comunale fu sciolto.

Le motivazioni dello scioglimento del 1905 sono contenute nel decreto – riportato integralmente di seguito – e rivelano una certa approssimazione nella gestione finanziaria. «Abolita la cinta daziaria, l’Amministrazione comunale di Casoria si trovò di fronte il grave problema di una nuova sistemazione della finanza per riparare alla diminuzione di entrata che sarebbesi verificata in virtù di così fatto provvedimento. Essa però, non ostante i ripetuti inviti della Prefettura e della Giunta provinciale amministrativa di provvedere all’applicazione di alcune tasse e di apportare serie economie nella organizzazione dei vari servizi, si limitò a stanziare in bilancio in cifra esagerata l’introito preventivo del dazio di consumo, della tassa di famiglia e di altri cespiti più o meno figurativi, ottenendo cosi un pareggio di bilancio puramente fittizio. Un tal metodo dié luogo nei due esercizi finanziari 1903 e 1904 ad un disavanzo complessivo di oltre L. 60.000. L’Amministrazione allora fece ricorso ad un mutuo ed a nuovi cespiti di entrata; ma, non avendo apportato le opportune economie nella spesa, pareggiò il bilancio 1905 con entrate non liquide o di dubbia esazione o affatto irrealizzabili. Non mancò la Giunta provinciale amministrativa di rilevare tutto ciò o di rivolgere espressa diffida all’Amministrazione per la rettifica del bilancio; se non che questa nulla ha fatto, ed il bilancio non ancora è stato approvato. Da ultimo, tutti i consiglieri comunali hanno rassegnato le loro dimissioni invocando la nomina di un R. commissario per l’assetto finanziario nella civica azienda». Accolte queste motivazioni, il 16 novembre 1905 fu ufficialmente sciolto il Consiglio comunale, e fu nominato Commissario straordinario il dott. Camillo De Fabritiis, che era Pretore di Casoria dal 1898.

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