Una banca e un teatro: il mito del Pergolesi casoriano nell’Ottocento

pergolesi

Il mito di un Pergolesi casoriano – al quale manca purtroppo ogni riscontro – fu molto forte nel Sette-Ottocento. Tanto che al famoso compositore, autore del celebre Stabat Mater, a Casoria furono dedicati una strada, ma anche una banca e addirittura un teatro (che ebbe probabilmente vita brevissima).

All’origine dell’equivoco di un Pergolesi casoriano c’è un articolo uscito nel luglio del 1772 sulla famosa rivista Mercure de France, che rappresenta la prima ricostruzione biografica del compositore. L’autore dell’articolo, Pascal Boyer, sosteneva di aver raccolto molti particolari sulla vita di Pergolesi da un suo coetaneo e amico, il maestro Egidio Romualdo Duni. Quest’affermazione, unita alla grande diffusione del Mercure contribuì a dare credito alla notizia, che fu subito ripetuta da numerose opere, sia in francese che in italiano.

La notizia fu smentita già pochi anni dopo, quando nel 1779 Giuseppe Santini pubblicò la fede di battesimo del Pergolesi nei Picenorum mathematicorum elogia, anche se nessuno se ne accorse, perché si trattava di un’operetta latina di un professore di provincia, senza alcuna diffusione. Ma la questione fu poi definitivamente risolta nel 1831 con la Lettera biografica del Marchese di Villarosa, che oltre a ripubblicare la fede di battesimo, fece cercare anche notizie nei registri di Casoria, senza alcun risultato (ricerca che per scrupolo ho ripetuto anch’io, personalmente).

Importante è anche il silenzio dello storico Giuseppe Maria Galanti, che già negli anni Settanta del Settecento viveva a Casoria; e che conosceva molto bene il paese, se si pensa che fu l’unico a scrivere che Pietro di Martino – autore del grande quadro nel soffitto di San Mauro – era un cittadino casoriano (non lo sapeva nemmeno il biografo De Dominici, che lo fece diventare giuglianese). Ebbene, nell’edizione originale della sua Breve descrizione della città di Napoli e del suo contorno (1792), il Galanti si inventò che «Giambattista Jesi era nato a Pergola nelle Marche»; mentre se il compositore fosse stato effettivamente di Casoria, e nel paese era ancora vivo il suo ricordo, certamente non avrebbe mancato di scriverlo, così come aveva fatto con Pietro Di Martino.

L’equivoco continuò nell’Ottocento, alimentato dalle traduzioni delle enciclopedie e dei libri francesi, che a Napoli si diffusero ancora di più nei primi decenni del secolo con il regime Napoleonico e Murattiano. E addirittura la riedizione della Descrizione (1829), completamente riveduta da Luigi Galanti, finì con l’accogliere la notizia del Pergolesi casoriano.

A Casoria negli anni Ottanta dell’Ottocento c’era una Banca Pergolesi, di cui era direttore il deputato Pietro Rocco. Ma si tentò addirittura di aprire un teatro, di cui sappiamo pochissimo, ma che probabilmente ebbe vita molto breve. Il “Lirico Teatro Pergolesi” di Casoria fu inaugurato il 14 marzo 1877, in occasione della serata di gala per il doppio compleanno del re Vittorio Emanuele II e dell’erede al trono Umberto. Ma di questa iniziativa, non abbiamo altro che la notizia dell’inaugurazione, riportata sulle pagine del giornale La Musica diretto dal maestro Michele Ruta.

Bibliografia: P. Boyer, Notice sur la vie et les ouvrages de Pergolèse, «Mercure de France», Luglio 1772, p. 191; G. Santini, Picenorum mathematicorum elogia, Macerata, Bartolomeo Capitani, 1779, pp.111-12; Villarosa (C. A. De Rosa, marchese di), Lettera biografica intorno alla patria e alla vita di Gio: Battista Pergolese celebre compositore di musica, Napoli, Stamperia e Cartiera del Fibreno, 1831; G. M. Galanti, Breve descrizione della città di Napoli e del suo contorno, Napoli, Gabinetto Letterario, 1792, p. 240; G. M. Galanti, Napoli e contorni: Nuova edizione interiamiente riformata dall’editore Luigi Galanti, Napoli, Borel e comp., 1829, p. 269; Notizie varie, «La Musica: Giornale di estetica, critica e pedagogia musicale», II (1877), n. 5, del 3 marzo (Napoli, Tip. Carluccio De Blasio).

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