Nel Ventennio/ Amedeo Arena, il ferroviere comunista finito al confino

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Tra i perseguitati politici finiti nel mirino dei fascisti, si incontra la storia del ferroviere casoriano Amedeo Arena. Classe 1890, per motivi politici Arena fu licenziato dalle Ferrovie nel 1923 , e nel maggio del 1936 fu arrestato nel corso di una «riunione all’aperto di comunisti». Fu nuovamente arrestato il 27 dicembre del ’37 «perché in possesso di manifesti di propaganda ed organizzazione movimento comunista», e stavolta condannato a 5 anni di confino. Quattro anni e 10 mesi, per la precisione, che scontò prima alle Tremiti, e poi nei borghi calabresi di Filadelfia, Cortale e Fabrizia.

Bibliografia: S. Carbone, I confinati politici calabresi durante il fascismo, in *Aspetti e problemi di storia della società calabrese nell’età contemporanea  [Atti del Convegno, 1-4 novembre 1975], Reggio Calabria, Editori meridionali riuniti, 1977, pp. 487, 491; e P. Mascaro, Le ali della memoria: Confinati a Cortale durante il regime fascistaLamezia Terme, Centro stampa Dal Margine, 2000, p. 31.

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