Il diavolo e l’acqua santa nel ‘700: il piccolo e sfortunato Tommaso Galluccio

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La Vita di Sant’Antonino abate raccoglie una terribile storia della prima metà del Settecento che ha per protagonista un giovanissimo casoriano, ritenuto indemoniato.  La vicenda del piccolo Tommaso Galluccio fu raccolta da padre Ignazio Della Calce (1696-1768), professore di Ebraico all’Università di Napoli, che trascorse i suoi ultimi anni a Casoria.

Il 12 febbraio 1738, il dodicenne Tommaso Galluccio di Casoria, «essendo ossesso», fu condotto da «un suo zio laico dei Minori Osservanti» alla chiesa di Sant’Antonino, a Campagna. Dopo essere stato «esorcizzato, e confessato e comunicato» dal parroco Tommaso Cantalupo, fu legato ad una colonna e chiuso in chiesa. Dopo un poco, però, racconta la testimonianza, «sentissi picchiar al di dentro la porta della chiesa»; il ragazzo fu trovato libero, e disse di essere stato sciolto direttamente da Sant’Antonino, disceso dall’altare: «Povero figliuolo, tu patisci innocentemente – gli avrebbe detto il santo abate – ci vedremo in Paradiso».

La fine del povero Tommaso Galluccio fu raccontata più tardi, nel 1760, a padre Ignazio della Calce da un certo  fra’ Tommaso da Casoria, che era stato suo confessore: «stando in suo podere presso Napoli, quel giovane sdrucciolò in un fosso d’acqua e morì tam tosto». Fra’ Tommaso – per magra consolazione – faceva rientrare l’incidente in un disegno divino, ritenendo che «fosse stato rapito subitamente dal Signore ne malitia mutare intellectum eius», e sperava che Sant’Antonino avesse mantenuto la sua promessa di accoglierlo in paradiso. 

Bibliografia: Le notizie sul piccolo Tommaso Galluccio sono in I. Della Calce, Vita del Santo abate Antonino cittadino della città di Campagna: protettore principale della medesima e della città di Sorrento: De’ prodigj operati dal Signore per sua intercessione fino a questi ultimi tempi, Napoli, Giuseppe Raimondi, 1760, pp. 151-52, 167-69, ; l’opera principale del Della Calce sono i *Linguae sanctae rudimenta ad usum Seminari Neapolitani versibus concinnata accedit Exercitatio grammatica etc., Napoli, Vincenzo Orsino, 1781.

Il sito web del paese natale di Ignazio Della Calce – Castiglione del Genovesi (Sa) – riporta altre opere, delle quali non sono riuscito a rintracciare gli estremi bibliografici; così come non viene citata la fonte della notizia che Della Calce abbia trascorso i suoi ultimi anni a Casoria, lasciando «tutti li suoi libri ebrei e 700 ducati per doversene da’ frutti di detto capitale mantenere in seminario per metà un alunno nativo della parrocchiale Chiesa di S. Mauro di Casoria».

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