Chiesa e Politica/ Domenico, il fratello che aprì la strada al cardinale Maglione

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Un insolito documento traccia il rapido profilo di Domenico Maglione (1850-1908), fratello maggiore del Cardinale Luigi, che fu un attivo animatore della vita pubblica casoriana a cavallo tra Otto e Novecento. Assessore e vicesindaco di Casoria – oppositore dei potenti Rocco di Torrepadula – nel 1894 Maglione fu nominato Preposito di San Mauro; e pur scomparendo abbastanza presto (morì a 58 anni), lasciò un buon ricordo nei casoriani. Il documento è una lettera indirizzata nel 1936 al Ministero degli Interni, in cui il preposito Luigi D’Anna chiedeva che le sue spoglie venissero traslate nella chiesa di San Mauro (cosa che avvenne: la sepoltura si trova infatti nella cappella di San Mauro).

«Il Preposito Maglione fu predestinato ai posti di comando per le sorprendenti doti di equilibrio mentale, di intuizione profonda e rapida, per il carattere ferreo e tenace, per la profonda comprensione dell’animo altrui e per la padronanza completa sulla propria volontà. E più che naturali e senza affettazione furono in lui quel prestigio e quella autorevolezza, che piegano spontaneamente al rispetto; lo sguardo dominatore, il portamento severo, che non riusciva a soffocare le vampate di un grande cuore e che illuminandosi, talvolta, di tenerezza appariva come la espressione dell’interiore travaglio, del diuturno sforzo di diffondere il bene intorno a sé, nella sua famiglia e nelle altrui, nelle singole persone, nel clero, nella civica Amministrazione e nella Istituzioni di alto interesse morale, sociale e religioso, alle quali attese. Spirito innovatore, concepì il miglioramento, l’elevazione come un elemento indispensabile di vita quotidiana, un bisogno di più ampio respiro dell’anima imprigionata fra le esigenze di sociale adattamento e le miserie della umana natura.

Cominciò ad essere capo ed a sentire tutta la responsabilità nella propria famiglia; i fratelli maggiori lo rispettarono quale padre ed egli seppe guidarli, illuminarli e sorreggerli, anche quando, di già maturi, si erano costruiti una famiglia propria; gli ultimi tre fratelli affidatigli in tenerissima età dal padre morente furono educati da lui alla operosità produttrice ed alla pietà profonda, che erano tradizionali nella famiglia, tracciando loro nettamente la via di feconda elevazione in conformità delle rispettive attitudini. Il primo, raggiunse lo stato professionale di avvocato, il terzo lo stato sacerdotale. Intuì perfettamente che il fratello Luigi, testé elevato alla porpora cardinalizia, possedeva il germe di rarissime doti d’ingegno e di carattere e gli spianò la via perché coltivasse e mettesse in valore i doni prodigatigli dalla Provvidenza. L’astro di diplomatica sapienza e di pietà sacerdotale che ora splende nella Chiesa fu veduto nella mente del Preposito Maglione e Iddio volle che fosse plasmato in buona parte dal cuore e dai sacrifici del fratello, che morì nella certezza di avere con l’opera spesa per il fratello reso un grande servizio a Dio, alla famiglia ed alla Patria.

Fu capo di fatto per breve periodo di tempo dell’amministrazione civica di Casoria ed instaurò una politica di epurazione dal parassitismo incrostato ai margini del Comune e seppe perseguirla contro egoismi feroci e consuetudini di sfruttamento annosi, con forza leonina e con personale coraggio, sorretto da una rettitudine inflessibile e gelosa del prestigio, del patrimonio e degli interessi del Comune.

Quale capo della Prepositura curata di S. Mauro ebbe un’autorità così estesa per il senno, la purezza della vita, lo zelo, il disinteresse, per la vigile insonne operosità di bene, che tutto il paese ubbidiva al suo cenno ed egli passava come l’angelo tutelare di tutte le famiglie, alle quali era largo di consigli, di ogni genere, ed era venerato quale arbitro assoluto di ogni controversia. […] Tutelò con energia i diritti della Chiesa parrocchiale e della Collegiata contro il Comune che ne deteneva i beni immobiliari ed iniziò l’opera di rivendicazione di gran parte di questi beni, la quale, degnamente proseguita, ebbe in seguito completo successo.

Fu, infine, l’uomo della Provvidenza nella direzione e nella guida della Serva di Dio Maria Cristina Brando, fondatore delle V. E. a Gesù Sacramentato. Accolse quell’anima grande in casa sua, ove la Santa Istituzione ebbe origine e ne agevolò lo sviluppo, l’ordinamento e la rapida espansione con l’esperienza di organizzazione e di strenuo combattente per le cause giuste, che gli faceva affrontare con ardimento tutti gli ostacoli e superarli, dopo lotte, talvolta, mortali».

Bibliografia: Preposito Curato della Insigne Collegiale e Parrocchiale Chiesa di S. Mauro [L. D’Anna], Al ministero degli Interni, lettera del 26 novembre 1936, ms. con corr. autogr., cc. 5.

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