1909/L’avventura del giornale di opposizione «Il Circondario di Casoria»

FERONE_1909

Il Circondario di Casoria è la testata di un ormai dimenticato «settimanale politico amministrativo» uscito nell’autunno del 1909, per fortuna conservato alla Biblioteca Nazionale di Firenze, di cui ho trascritto i principali argomenti. Era diretto da Agostino Del Giudice – figlio dell’ex-sindaco Achille, già collaboratore dei giornali socialisti La Colonna Infame e La Propaganda – e si trattava, dichiaratamente, del giornale del partito di opposizione locale. Non a caso, il primo numero (16 ottobre 1909) si apriva col polemico titolo «Il fallimento dell’Amministrazione Ferone». Domenico Ferone (nella foto) era il sindaco dell’epoca, in carica da circa due anni, che aveva appena nominato «una nuova giunta più scadente della prima».

Il Comune era in difficoltà economiche, e come se non bastasse, la città era appena uscita da un’epidemia di colera. L’opposizione accusava il sindaco di aver utilizzato i fondi pubblici per «concessioni illecite, posti e posticini, appalti» in occasione delle elezioni politiche della primavera precedente (7 marzo 1909). Domenico Ferone aveva sposato la nipote dell’On. Marco Rocco, deputato al Parlamento, impegnato in quegli anni in una accanita battaglia politica contro il napoletano Salvatore Girardi.

Da poco c’erano state anche le elezioni provinciali, e pare che a Casoria ci fossero state singolari «rappresaglie», denunciate da una lettera al giornale di un tale Domenico Russo. Alcuni simpatizzanti della lista di opposizione – il «Partito Ferri-Improta» – sarebbero stati infatti penalizzati, attraverso iniqui aumenti della «tassa di famiglia»: in particolare, il controllore dei tram Nicola Cacace, che pagava 11 lire mentre il suo collega ne pagava solo 4; e il presidente della «Società Operaia Padre Ludovico», che doveva pagare 8 lire anche se scapolo e convivente con un fratello.

Il 30 ottobre l’opposizione si compiaceva dell’allontanamento del commissario Michele Rubinetti, accusato di essere stato troppo «servile nei confronti del Rocco»; ma non andava meglio nemmeno col nuovo commissario, Di Padova, che aveva arrestato l’operaio Benedetto Maddaluno e chiamato diverse persone in commissariato, per l’esplosione di una bomba sotto il balcone di Marco Rocco. Il titolo dell’articolo è «Polizia Borbonica», e denuncia metodi che ricordavano insomma l’epoca anti-democratica di Franceschiello (anche se poi le scuse dell’opposizione non erano poi così convincenti, e chiamavano in causa le «molte bome» esplose in occasione delle elezioni di marzo).

Seguiva un articolo in memoria del defunto Preposito di San Mauro Domenico Maglione (scomparso un anno prima, nel 1908), «capo del partito di opposizione», intorno al quale si erano stretti tutti i sacerdoti casoriani, «tranne quelli che avevano qualche pendenza con la Banca Popolare di Via Sanfelice», ovvero la Banca Popolare Napoletana di cui Marco Rocco era azionista.

A quanto pare, a Casoria i preti erano molto attivi in politica. E nel 1909 la situazione era in fibrillazione, per la prematura scomparsa del successore di Maglione, il Preposito Luigi Calvanese, morto ad appena 51 anni. Secondo un’antica consuetudine, spettava al Comune di Casoria presentare al Cardinale il nuovo Preposito. E in vista della nomina, il fronte dei preti – fino ad allora ostili al duo Ferone-Rocco – si era spezzato.

Il Vicario Generale era dovuto venire a Casoria per rimproverare il canonico Luigi Parisi, che aveva insultato pubblicamente il prof. Jodice: Parisi era passato dalla parte del Rocco, assieme ad un fratello e al canonico Gennaro D’Auria, che fino ad allora lo avevano coperto di «insulti pubblici», attaccandolo attraverso il giornale «La lotta».

Ma la vera sorpresa fu quella di don Valentino Rossi, che assieme al D’Auria aveva addirittura sostenuto Salvatore Girardi alle politiche, dichiarando pubblicamente che l’inimicizia per Marco Rocco gli era «connaturata nel sangue». L’ambizione ebbe però la meglio, e alla fine l’onorevole Rocco presentò al Cardinale proprio don Valentino, nominato nuovo Preposito di San Mauro.

Il 6 novembre si parlava di «Interessi cittadini». Contro l’affidamento del Dazio Consumo alla ditta Buonaccorsi, i beccai di Casoria si erano uniti in uno sciopero; e l’opposizione denunciava che il concorrente Agostino Migliore – uno dei più importanti esportatori di carni salate della provincia di Napoli – era stato minacciato del ritiro della licenza.

Sul giornale trovava spazio anche la satira, con un articolo a firma Savoia, intitolato «Due fari di luce», ovviamente sempre contro il duo Ferone-Rocco. I due fari erano appunto la «Contea», ovvero il palazzo dei Conti Rocco; e il «Ferale Palazzo», ovvero la casa del sindaco Domenico Ferone in Piazza Santa Croce, popolata da amici e clienti politici, che animavano il «Luccicante Ferale Circolo Sindacale».

Il 20 novembre l’opposizione tesseva l’elogio del parroco di San Benedetto Giuseppe Vitale, che «con grandi sacrifici economici» aveva provveduto ai lavori di restauro della chiesa, e si apprestava a breve a completare il pavimento ed il cancello esterno, «rifiutandosi di sottomettersi al Deputato, confidando nei doveri del Comune».

L’avventura editoriale del Circondario di Casoria terminò il 27 novembre: nell’editoriale, Agostino Del Giudice spiegava che cessava «di essere il giornale dell’opposizione»; che voleva essere più libero e indipendente, per censurare «obiettivamente, anche l’opera degli stessi amici nostri». Il giornale si chiudeva con gli auguri al figlio del direttore, il piccolo Achille del Giudice, che aveva da poco compiuto 5 anni.

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