Al Parlamento del 1861/ L’eclatante caso del primo deputato di Casoria

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Il primo deputato di Casoria al primo Parlamento d’Italia fu Francesco Proto, uno dei personaggi più popolari della Napoli di metà ‘800. Meglio conosciuto col suo titolo di Duca di Maddaloni, Proto fu una delle più brillanti e controverse personalità del secolo. La sua singolarissima vicenda politica e letteraria – che ebbe risvolti nazionali ed europei – resta ancora il larga parte da riscoprire. Ma nel frattempo, può essere utile ripercorrere sinteticamente la sua breve, quanto eclatante, esperienza parlamentare come deputato di Casoria.

Le prime elezioni del nuovo regno si svolsero il 27 gennaio 1861, e a Casoria andarono alle urne 434 elettori sugli 871 aventi diritto (49,8%). La lotta elettorale fu praticamente inconsistente: si fronteggiavano infatti il Duca di Maddaloni Francesco Proto (che era già stato Deputato di Casoria al Parlamento Napoletano del 1848), e l’ingegnere di origini baresi Francesco Mandoj-Albanese, che era però candidato anche in altri due collegi (Afragola e Campagna). Puntando tutto su Campagna, dove fu subito eletto, Mandoj-Albanese non mise alcun impegno nella lotta di Casoria, raccogliendo pochi voti (69) contro il Duca Proto (173). Non essendo però stata raggiunta la maggioranza necessaria per legge, la settimana successiva si svolse il ballottaggio, a cui parteciparono 469 elettori (53,8%) che decretarono l’ovvia vittoria del Duca Proto (363) contro il già deputato Mandoj-Albanese (102).

Nella breve esperienza di Francesco Proto, i Gesuiti videro subito «l’unica voce cattolica del Parlamento»; e  in effetti, i suoi primi interventi parlamentari furono proprio dedicati alla soppressione degli ordini religiosi e alla propaganda protestante. Tuttavia, il deputato di Casoria intervenne anche nel dibattito nazionale, affrontando i temi più caldi all’ordine del giorno. Ai primi di aprile chiese infatti al Presidente del Consiglio Cavour di spostare – in attesa di prendere Roma – la capitale a Napoli. Era il tentativo di un dialogo impossibile tra il nuovo governo Piemontese ed il Sud, sempre più scontento.

Con la prematura scomparsa di Cavour a giugno, però, il suo atteggiamento cambiò radicalmente, e il 20 novembre Francesco Proto presentò una violenta Mozione d’Inchiesta per le Province Napoletane, denunciando tutti i guasti dell’annessione. La Mozione fu rigettata dalla Camera, che non ne ammise nemmeno la lettura; e suscitò subito grande scalpore. Contro Proto si scatenarono infatti i giornali, e fu pubblicata persino una falsa protesta degli elettori di Casoria indirizzata alla Camera. Il 27 novembre, Francesco Proto presentò così le dimissioni e concluse la sua esperienza di deputato; ma il testo della Mozione fu subito stampato – uscì anche sulle colonne dell’Osservatore Romano – e negli anni successivi ebbe numerose edizioni, e fu tradotto anche in inglese, francese e tedesco.

Bibliografia: di F. Proto è in corso di stampa, a mia cura, un dettagliato profilo nel Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 85, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana “G. Treccani”, 2016;  sempre a mia cura, è stata recentemente ristampata la sua opera principale: La Mozione d’Inchiesta per le Province Napoletane al primo Parlamento d’Italia, Saggio introduttivo e note a cura di G.P., Napoli, Alessandro Polidoro Editore, 2015.

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